Al dente! Storia della cottura della pasta – Capitolo 1. Il lancio degli spaghetti, ovvero come (non) si cuoce la pasta

“Per capire se gli spaghetti sono cotti, se ne prende una forchettata e la si lancia sul muro: se rimangono appiccicati, allora sono pronti”. Sicuramente molti di voi avranno sentito questa storia e certamente molti stranieri sono convinti, ancora oggi, che questo sia il metodo utilizzato dagli Italiani per capire quando è il momento di scolare la pasta.

Questo aneddoto ormai è diventato un luogo comune all’estero e ha la struttura di una vera e propria leggenda urbana: anche chi non lo ha mai sperimentato (e lo spero bene) è pronto a giurare di avere un parente o un amico (meglio se amico di un amico) che faceva proprio in questo modo. Ovviamente il parente o l’amico sono inequivocabilmente italiani.

Per un italiano che soggiorna all’estero è quasi immancabile la domanda su questo metodo, che molti stranieri credono sia effettivamente in uso nel nostro paese. Fino a poco tempo fa non riuscivo a capire dove si fosse generata una leggenda simile, fino a quando non mi sono imbattuto nel libro scritto da Giuseppe Prezzolini, Maccheroni & C., datato 1957.

Ripercorrendo la fortuna della pasta nel continente americano, l’autore cita questo aneddoto che risale al ricettario dal titolo You can cook if you can read di Muriel e Cortland Fitzimmons, stampato a New York nel 1946, in cui viene riportato questo “affascinante” metodo in uso nelle famiglie italiane emigrate nel nuovo mondo.

Nell’intento di cercare un metodo “sicuro” per capire se la pasta è cotta,  gli autori americani hanno scelto di raccontare questa storia anziché sforzarsi di spiegare ai lettori quale debba essere la giusta consistenza degli spaghetti. L’ostacolo rappresentato dalla difficoltà di cuocere correttamente la pasta è sintomo di un vero e proprio scontro di due differenti culture culinarie, come percepì lo stesso Prezzolini.

Nonostante dal dopoguerra a oggi siano passati molti anni e la cucina italiana abbia influenzato profondamente il tessuto gastronomico statunitense e non solo, rimane ancora una forte distanza tra i due paesi sul modo di concepire la pasta: uno degli effetti che si possono percepire più chiaramente è l’enorme diffusione dei prodotti italiani precotti in scatola che hanno permesso alle casalinghe a stelle e strisce di avere un risultato sicuro (quasi sempre non invidiabile) con il minimo sforzo.